Alienazione e prelazione - Procedura

Il Soprintendente ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, lo comunica alla regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene (art. 62, c. 1); tali enti possono formulare al Ministero, entro venti giorni, la proposta di prelazione (art. 62, c. 2); il Ministero, qualora decida di non esercitare la prelazione, lo comunica all'ente interessato e questi, assumendo i necessari impegni di spesa, acquisisce la proprietà del bene (art. 62, c. 3).
L'inoltro alla Direzione Generale competente per materia della proposta dell'esercizio della prelazione è di competenza del Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per la Sardegna, che vi provvede su parere della Soprintendenza, della regione o degli altri enti pubblici territoriali. Nel caso la proposta provenga da un ente territoriale, la Direzione Regionale comunica la rinuncia da parte dello Stato. Il Segretariato regionale formula inoltre alla Direzione Generale competente per materia la proposta alla rinuncia alla prelazione.
Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o sia ceduto senza previsione di un corrispettivo in denaro o sia dato in permuta, il valore economico è determinato d'ufficio dal soggetto procedente alla prelazione. In caso di controversie sulla determinazione del prezzo, lo stesso è determinato da un terzo designato concordemente dalle parti. In caso di mancato accordo sulla nomina dello stesso, la nomina è effettuata, su richiesta delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui è stato concluso il contratto. La determinazione del terzo è impugnabile in caso errore o di manifesta iniquità.
Il provvedimento di prelazione è notificato, entro i termini previsti dal D.Lgs. 42/2004, all'alienante ed all'acquirente e la proprietà passa allo Stato dalla data dell'ultima notifica. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato. Nelle more di definizione del provvedimento di prelazione l'atto di alienazione è sospensivamente condizionato all'esercizio di prelazione e all'alienante è vietato effettuare la consegna della cosa.
Qualora il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, è fatta salva la facoltà dell'acquirente di recedere dal contratto.


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